Presentata la 581^ edizione Fiera d’Aprile di Andria: visite guidate, concerti, mostre e mercatini medioevali tra gli eventi in programma

Visite guidate, concerti, mostre e mercatini medioevali nel programma della edizione 2018 de La Fiera di Aprile che, patrocinata dagli assessorati alla Cultura e al Marketing Territoriale, si apre domani 27 aprile per chiudersi il 29 aprile. Tra le altre due le novità della 581^ edizione: una visual map proiettata sulla facciata della palazzina sede dello Iat in piazza Catuma ed un’anteprima a Palazzo Ducale, il 30 aprile, dell’International Jazz Day, e poi visite guidate alle Chiese del centro storico della città e al Museo dei Confetti Mucci. “E’ un programma di grande interesse” -ha detto il Sindaco, avv. Nicola Giorginopresentando la tre giorni nel corso di una conferenza stampa tenutasi stamane a Palazzo di Città. “La Fiera di Aprile è la nostra identità, è irrinunciabile, ha un legame fortissimo con il nostro centro storico e anche quest’anno può contare sulla collaborazione della Diocesi e di molti operatori culturali ed associazioni. Qualsiasi Amministrazione Comunale potrà alternarsi alla guida della città la Fiera non si potrà mai mettere in discussione perchè appartiene alle nostre tradizioni più forti. Si può rinunciare, per esempio, come abbiamo fatto per esigenze di spesa, al carnevale Andriese, pur importante ma non così radicato da noi come in altre città, ma alla Fiera non possiamo e non dobbiamo rinunciare. E pur tra ristrettezze economiche abbiamo fatto fronte alla edizione 2018. Ringrazio quindi gli assessori e i settori comunali e le associazioni che si sono impegnati sinora e che lo faranno ancora nei prossimi giorni per il buon successo della manifestazione”.

Sul coinvolgimento del centro storico ha insistito, in particolare, l’assessore alla Cultura, avv. Luigi Del Giudice (l’assessore al Marketing,avv. Maria Teresa Forlano è stata trattenuta da un impegno non rinviabile). “Il programma prevede-ha detto-visite guidate in 4 chiese storiche del borgo antico, la visita al Museo Mucci, alla Biblioteca San Tommaso d’Aquino, l’esposizione delle Croci Storiche del Venerdì Santo, il mercatino del Medioevo a cura degli hobbisti in via Vaglio, e poi laboratori del Gusto all’Officina San Domenico, una mostra d’Arte Contemporanea a Palazzo Ducale, una mostra fotografica d’epoca allo Iat, e ancora una sessione di jazz all’Officina San Domenico, il 28 aprile, e nella stessa sede, il 29 aprile, un concerto dei Pimps Live Band. Infine il 30 aprile, alle 20.00, ma a Palazzo Ducale, un’anteprima della Giornata internazionale del Jazz. Insomma un buon programma” – ha detto in conclusione Del Giudice – “nonostante il poco tempo disponibile per le procedure di evidenza pubblica all’indomani dell’approvazione del bilancio avvenuta solo due settimane fa. Nei prossimi giorni avremo sicuramente la conferma dell’interesse forte della città che, già altre volte, ha partecipato alle visite guidate per esempio nelle chiese e affollato le vie del nostro centro storico. Ovviamente tutto è migliorabile e faremo tesoro di tutti i suggerimenti che verranno”. Il programma qui sotto:

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Continua anche in occasione de La Fiera d’Aprile 2018 il percorso di approfondimento di alcuni aspetti del prestigioso e articolato passato della città di Andria, percorso non occasionale, o limitato a questi giorni, ma inserito  in una Strategia di rivitalizzazione del Centro Storico più ampia, che sta investendo tutti i settori dell’Amministrazione. L’obiettivo è la rivitalizzazione del nucleo antico. Per fare questo si fa riferimento alla forma urbis del centro storico  che si inserisce, a pieno titolo, nell’ambito delle città conventuali. Si tratta delle città europee del XIII e XIV sec.  caratterizzate, come Andria, dalla presenza dei conventi degli ordini mendicanti: Francescani, Domenicani, Agostiniani. Ebbene, la Andria dell’epoca era un luogo in cui c’erano persone, idee che appartenevano ad un circuito più ampio ed articolato che la collegava all’intera Europa cristiana, facendo vivere alla città – da protagonista –  uno dei più grandiosi e incisivi fenomeni tra quelli che hanno contribuito a configurare la struttura sociale, culturale e urbanistica in campo europeo. Anche la presenza della reliquia della Sacra Spina della Corona di Cristo, fa rientrare la città in un circuito internazionale. Questi sono stati anche gli elementi di base della Strategia Integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile (SISUS) recentemente presentata dal Comune alla Regione Puglia, basata sulla circolazione di idee, giovani, strategia poi approvata.

Proprio per rafforzare questo approccio  è emersa la volontà di realizzare un percorso ragionato proprio con il tema: PER GLI ANTICHI CONVENTI. Infatti, allargando lo sguardo sul centro storico emerge in modo chiaro  la presenza dei complessi conventuali, sopra citati, sia nell’edificato, sia negli spazi urbani, quando sono stati demoliti. Si pensi al caso delle Monastero delle Benedettine, inserito seppure ‘virtualmente’ nel percorso e allo slargo lasciato davanti alla Cattedrale.  Altro elemento di rilievo è dato dalla possibilità di ammirare l’Altare Maggiore della Chiesa San Nicola opera di Antonio Corradini, ideatore del Cristo Velato della Cappella San Severo di Napoli ed autore della statua della Pudicizia, la cui opera andriese è ancora poco conosciuta.

All’interno della Chiesa San Domenico, proprio per meglio comprendere ciò che avveniva nell’antico convento domenicano, con la preziosa collaborazione della Biblioteca Diocesana “San Tommaso d’Aquino” saranno esposti i pregevoli Antifonari miniati (antiphona, «Antifona», ripetizione di un salmo), il Liber Consiliorum e l’Inventario dei Censi (dei beni) del Convento Domenicano di Andria. Saranno, inoltre, esposti, a cura del Capitolo della Cattedrale, alcuni paramenti sacri che documentano la ricchezza di significato che avevano nel rituale liturgico, confezionati intorno al 1710, esempio di raffinata e ricca manifattura tessile  parte del corredo dei Domenicani di Andria. In definitiva, PER CHIESE E CONVENTI è un percorso ragionato che farà riflettere  sulla ricchezza del patrimonio storico ed artistico andriese.