Storia delle vie di Andria: chi era Domenico de Anellis e perché la sua vita si intreccia con il monastero perduto delle Benedettine

Mons. Domenico de Anellis, Priore della venerabile Cappella di S. Riccardo nel Duomo di Andria, è un personaggio di grande rilevanza nella storia ecclesiastica e sociale del suo tempo. Non a caso, Andria lo ricorda ancora oggi anche attraverso l’intitolazione a quella lunga via che da Piazza Catuma attraversa l’area dell’ex mercato del pesce, sfiorando la chiesa Cattedrale di Santa Maria Assunta sino a via Giannotti, ovvero nel cuore del centro storico andriese. Di seguito, qualche appunto finalizzato alla memoria storica, dedicato soprattutto ai più giovani (ma non solo):

Chi era Domenico de Anellis:

Come riportato nella pubblicazione dal ditolo “Storia della città di Andria dalla sua origine sino al corrente anno 1841” – libro scritto da Riccardo D’Urso (1800 – 1845)de Anellis era Figlio del Patrizio e Dottore in Legge D. Riccardo, la sua vita è segnata da un impegno costante verso la comunità e dai progetti di rinnovamento del Capitolo della Cattedrale. Nominato Vescovo della città di Acerno in Principato Citra, la permanenza in quella regione non gli conferiva stabilità; perciò, con l’appoggio dell’allora Pontefice – Papa Benedetto XIV – ottenne un trasferimento nel luglio del 1743, segnando l’inizio di un periodo di grande attività e rinnovamento. La sua prima preoccupazione fu la cura e il decoro del Capitolo, che fino ad allora aveva vissuto in una certa modestia. Nel corso del suo mandato, dedicò le sue risorse a migliorare il patrimonio della Cattedrale, incrementandone la bellezza con un trono episcopale d’oro di zecchini, realizzato con maestria (come riportato nel libro “Il Capitolo Cattedrale di Andria ed i suoi tempi“, di Michele Agresti, 1912). Nel 1756 Mons. de Anellis, dopo una quarantina di giorni di malattia, moriva. Fu quindi tumulato nella Chiesa Cattedrale; e propriamente sulla soglia della Cappella attuale del Santissimo, dove ancora oggi è possibile ammirare la sua effigie, scolpita su pietra. Secondo le fonti storiche, il suo patrimonio fu diviso tra uno zio Antonio de Anellis – (canonimo della Cattedrale da anni residente a Roma) e della sorella, Monaca di clausura, che ottenne l’usufrutto del del Convento delle Benedettine:

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L’eredita di Mons. de Anellis:

Dettaglio del monastero delle benedettine rappresentato nell’opera di Achille Vianelli (1851)

Si tratta di quella struttura religiosa andata perduta che un tempo sorgeva proprio tra Piazza Duomo e via de Anellis. Come i lettori di VideoAndria.com ricorderanno, di quella struttura – definitivamente demolita tra il 1938 ed il 1939 e successivamente sostituita dalla struttura mercatale – restano soltanto alcune foto d’epoca nonché l’evidente presenza del quadro di Achille Vianelli del 1851, custodito nel Museo Met (Il Metropolitan Museum of Art) di New York e segnalato dal documentarista Nicola Ferrara nel 2015. Ricordiamo che è inoltre possibile seguire tutte le notizie dedicate alla storia locale anche sulla Pagina Facebook.com/andriantica. Sullo stesso argomento:

Andria Antica: le foto d’epoca svelano il “volto” del Monastero (perduto) delle Benedettine

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