Tumori ad Andria: dopo anni di annunci, cosa si è fatto concretamente per tutelare la salute pubblica?

A quasi un anno di distanza dall’incontro – quello avvenuto nella sala giunta del comune di Andria, nel corso del quale si era discusso anche sul ritardo nell’elaborazione e divulgazione dei dati relativi alla salute pubblica, dati addirittura fermi all’anno 2018 – la città federiciana, i suoi cittadini, si interrogano nuovamente su quello che sta accadendo. I morti per cancro e di cancro fanno registrare numeri che impressionano e gli ammalati di tumori, anche alla luce dei dati divulgati dal prof. Francesco Schittulli della Lilt, sono talmente drammatici che avrebbero dovuto perlomeno suscitare una reazione pubblica. “Invece nulla di nulla, tranne quelle voci scomode che rappresentano, in un contesto di assoluto becero allineamento politico-sindacal-associazionistico, le uniche chiare e decise anche su questo argomento così delicato” – si osserva dall’associazione “Io Ci Sono!” di Andria. Per il resto silenzio assordante ed inaccettabile. Ad intervenire nuovamente sul tema della salute pubblica, come sta facendo da anni spesso in solitudine a causa di evidente asservimento generale di opportunisti e tornacontisti, è il Presidente dell’Associazione di Impegno Civico, l’Attivista Sociale Savino Montaruli, che dichiara:

“i fattori di rischio nella città di Andria stanno aumentando in maniera esponenziale. Tra questi fattori non ci sono solo le precarie condizioni ambientali e l’assenza assoluta di minimi interventi a tutela e salvaguardia della salute pubblica ma anche quei silenzi del mondo scientifico e persino di coloro che, in passato ma sempre per convenienza e strumentalizzazione, di questo argomento ne facevano uso frequente. Si continua ad esaltare ruoli civici, sociali, impegno al servizio del bene comune: ma dove stanno? Chi li vede? Eppure la fiction quotidiana continua a mettere sui piedistalli “personalità” di cui non se ne ricordano opere, impegno sociale e neppure prese di posizione incisive sui vari temi, drammatici, che affliggono la nostra Comunità. Gente che non si è mai compromessa per il Bene Comune. Quello che ascoltiamo per le strade, parlando con le persone, sono voci che non arrivano nei palazzi del potere ormai ridotti a cerimoniali fra intimi. Quelle voci di chi, per strada, chiede cosa stia accadendo ad Andria non arrivano ai destinatari, a coloro che hanno la responsabilità politica ed amministrativa anche della salute pubblica fortemente compromessa, vivendo di soldi e prebende pubbliche sottratte alla stessa comunità. Non conosciamo i dati aggiornati del Profilo della Salute e questo non ci tranquillizza per nulla, anzi è un’aggravante che dovrebbe ancor di più far pesare quel principio di cautela che ad Andria significherebbe assumere decisioni importanti, coraggiose, strutturali. Invece prevalgono altre logiche legate al mantenimento di equilibri politici molto delicati e persino, sempre più spesso, compromessi. Da quel “Rapporto” oggetto di discussione a palazzo municipale, nel quale si parlerebbe di un aumento di alcune forme tumorali le cui cause si ignorerebbero, non è scaturito nulla, nessuna decisione conseguenziale. Il risultato? Aumento esponenziale della preoccupazione dei cittadini allarmati per la propria salute e per quella dei congiunti ed amici che, anche in età giovanile, continuano ad essere colpiti dal cancro e perdono la vita. Quel “Rapporto” parlava di alcune specifiche forme di tumori che più preoccupavano rispetto ad altre. Cosa si è fatto da allora per approfondire quei dati? Per adottare i provvedimenti fortemente richiesti dai cittadini? Nulla. Esattamente nulla. Anzi la situazione è progressivamente ed impietosamente peggiorata a causa dei numerosi cantieri presenti in città, dell’inquinamento ambientale alimentato anche dai lavori di interramento ferroviario, dalla carenza di personale da destinare alla prevenzione ed alla repressione dei reati ambientali in fortissima crescita e, non per ultimo, un generalizzato senso di rassegnazione che continua ad alimentare quel pericoloso distacco istituzionale che lascia campo libero alla degenerazione dei rapporti nella comunità locale. Se tutto ciò fosse ritenuto ancora troppo poco per intervenire allora non c’è da stare per nulla tranquilli” – ha concluso Montaruli.

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