Vacanze pasquali, la disavventura di una famiglia andriese a Venezia “trattati malissimo e presi in giro da ristoratrice”

“La storia del menu a trucco della città di Venezia” – così potrebbe essere definito il racconto di un cittadino andriese giunto nelle ultime ore con la sua famiglia a Venezia per trascorrere qualche ora di spensieratezza con i propri cari prima di tornare al lavoro. Un racconto che parla di una città bellissima ma che al contempo non nasconde il disagio e l’indignazione per una disavventura alquanto spiacevole che ci auguriamo possa rappresentare soltanto un caso isolato. Questo accade mentre molto spesso sono proprio le attività meridionali ad essere “derise” e accusate di disorganizzazione o peggio ancora di “fare i furbi“.

“Mentre passeggiavamo nel centro di Venezia,” racconta il nostro concittadino – “arrivata l’ora di pranzo abbiamo deciso di scegliere fra i tanti ristoranti presenti in zona per andare a pranzare. Troviamo una ragazza che ci dice di accomodarci presso il suo locale, essendo a suo avviso “uno dei migliori nella zona di piazza San Marco“. Ci mostra il menù turistico da noi preso in considerazione perché era di “buon prezzo“. Durante il pranzo abbiamo constatato la scarsa qualità del servizio e del cibo fornito: dopo aver servito la prima porzione, chiediamo gentilmente di cucinare altre porzioni perché i primi piatti erano di pessima cottura. Notiamo inoltre che le tovaglie non venivano sostituite a ogni cambio di clientela. Nel frattempo finiamo di pranzare e ci dirigiamo verso la cassa dove riceviamo uno scontrino non fiscale che riporta tra l’altro un totale molto esagerato rispetto al prezzo indicato sul menù turistico (€16,50). Il totale riportato è di €22,50 a persona; chiedendo a loro spiegazioni in merito non riceviamo nessuna spiegazione perché ci hanno chiesto di pagare e di liberare il locale. Abbiamo pagato come loro ci hanno indicato e abbiamo lasciato il locale”.

“Noi capiamo se questo è un modo di fare nei confronti di tutti i turisti ma sappiamo solo che abbiamo riscontrato scarsa qualità del servizio offerto. Se hanno lo stesso modo di fare verso tutti, almeno rilasciassero il primo scontrino non fiscale senza far finta di dimenticare di fornire quello fiscale. Venezia è una grande e bella città con tanta arte e storia ma se poi chi fornisce un servizio del genere fa scappare il turista mi chiedo come si fa ad attirarne di nuovi sul territorio quando si sbaglia dalle fondamenta. Spero che cambi questo modo di agire perché così non si fa altro che pubblicizzare in maniera errata il territorio”.

Il racconto è giunto in redazione attraverso il nostro sistema di segnalazione mobile  (a tal proposito, ricordiamo inoltre che scrivendo un messaggio al numero 353 3187906 è possibile effettuare segnalazioni, immagini e partecipare al gruppo Whatsapp per seguire tutte le news in tempo reale oppure iscrivendosi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscrivendosi al gruppo Facebook cliccando qui oppure scrivendoci anche all’indirizzo redazione@videoandria.com)