Vendevano finti gelati “bio” scaduti ad Andria, Corato Bisceglie e nel resto della Puglia, sanzioni 30.000 euro e chiusure

 

17 “artigiani” nelle città di Bari, Lecce, Taranto, Andria, Giovinazzo, Corato, Ruvo di Puglia, Bisceglie, Molfetta, Monopoli, Polignano a Mare e Torre a Mare sono risultati positivi ai controlli dei Carabinieri del comando Forestale di Bari e dal reparto Alta Murgia di Altamura in merito alla ricerca di anomalie nelle materie prime utilizzate per la produzione di gelati artigianali.

Nello specifico, i militari hanno ritrovato nelle gelaterie dei semilavorati per la produzione dei gelati scaduti anche da più di 10 anni nonostante le attività dichiarassero di produrre gelati “bio” quindi teoricamente non prodotti con dei semilavorati. L’aggravante è risultata per l’appunto non solo la truffa della materia prima utilizzata ma anche la scadenza della stessa. Tra i prodotti sequestrati, oltre ai classici gelati, anche delle granite, per un totale di oltre oltre 2000 kg di alimenti.

L’operazione, denominata “Ice (s)cream”, ha permesso di constatare una vera e propria truffa ai danni dei consumatori: i prodotti utilizzati venivano spacciati per “tipici” quanto in realtà venivano acquistati dagli imprenditori da distributori dell’est europeo. I gelati venivano però venduti come artigianali biologici prodotti con materie prime locali.

In alcuni casi, ad essere segnalati sono stati anche i depositi utilizzati per la conservazione di questi alimenti, risultati non idonei per l’attività, mentre in un caso è stata anche chiusa un’attività. Le forze dell’ordine non hanno diffuso i nomi delle attività, che si sono aggiudicate, complessivamente, sanzioni per circa 30.000 euro. In un caso, inoltre, un punto vendita era presente nel territorio di Roma e l’imprenditore vendeva il finto gelato bio spacciandolo per “pugliese”.