Andria: il fantomatico tunnel segreto che porta a Castel del Monte “distrutto” dalla razionalità tecnico-scientifica. L’analisi di Montepulciano

Dopo il post pubblicato dal blog di VideoAndria.com nelle scorse settimane – che rendeva pubblico il contenuto di una leggenda metropolitana di carattere folcloristico basata sull’ipotetica (ma fantasiosa) presenza di un tunnel sotterraneo che un tempo avrebbe collegato l’abitato di Andria alla vicina località di Castel del Monte – il nostro concittadino Nicola Montepulciano (appassionato di Storia locale, oltre che noto attivista ecologista conservazionista) ha voluto inviarci una sua riflessione riguardo il discusso argomento. Mentre il primo post pubblicato da VideoAndria.com si limitava a riepilogare ciò che, almeno sino ad oggi, rappresenta una storia tramandata verbalmente ma di fatto pura diceria di paese – basata su racconti popolari da una parte e l’esistenza effettiva di locali sotterranei (privi però di tunnel chilometrici) dall’altra – Montepulciano ha voluto offrirci una sua riflessione razionale basata su analisi di tipo tecnico-scientifico. In sostanza, affrontando con logica la leggenda cittadina, il nostro concittadino sottolinea gli aspetti inverosimili di un fantomatico tunnel che, evidentemente, anche per i prossimi decenni (sino a prova contraria!) sarà destinato a restare tale:

Nella foto: Nicola Montepulciano con una riproduzione del quadro di Achille Vianelli

“Di tanto in tanto ci tocca sentire la storiella della “galleria segreta che da Andria porta a Castel del Monte”, nientedimeno! Ne sentivo parlare sin da ragazzino e, per la santa ingenuità dell’età, ne rimanevo colpito sino a crederci, complici i film di “cappa e spada” e simili serie televisive degli anni ‘60 (e anche oltre) del 1900 tipo Ivanhoe, Robin Hood, I cavalieri della tavola rotonda, etc, dove ogni castello aveva il suo passaggio segreto, possibilmente, sotterraneo. Divenuto grandicello questa storiella ficcatasi in testa non riuscivo a spiegarmela, visto che nessun testo di storia locale ne accennava, fintantochè dialogando con veri studiosi di storia locale, l’arcano mi fu svelato. In seguito a distruzioni della città per terremoti e saccheggi le case venivano ricostruite sugli stessi luoghi (senza, ovviamente, accennare alle tecniche costruttive o ricostruttive adottate allora)” – ha ricordato Montepulciano, che ha poi aggiunto:

i resti di una torre sotterranea filmati da VideoAndria.com nel 2011

“Questo faceva si che il livello del piano della città si elevasse, lasciando sotto grotte, scantinati, stradine e quant’altro. In seguito questo modo di costruire fu abbandonato e quando capitava a qualcuno di “scoprire” questi resti sotterranei, soprattutto camminamenti che finivano chissà dove o magari interrotti di netto da fondamenta per costruzioni moderne o quasi, ecco che la fantasia galoppava e partoriva l’idea della fantomatica galleria, invariabilmente, sempre per Castel del Monte. Mi auguro che possa esserci un intervento di un tecnico edile che sia in grado di darci spiegazioni sulle tecniche costruttive o ricostruttive di allora post terremoti o saccheggi con distruzione di case (di soli saccheggi Andria ne subì ben cinque!). Ma per quanto riguarda la galleria o tunnel che dir si voglia le cose sono molto chiare. I motivi che ci dicono che una simile opera non possa esistere sono moltissimi, ne accennerò solo qualcuno” – ha sottolineato Montepulciano, che ha quindi elencato gli aspetti critici della leggenda:

Una rielaborazione fantasiosa a cura del blog di VideoAndria.com

In una galleria così lunga non può esserci ossigeno, aria; probabili infiltrazioni d’acqua a contatto con il calcare, caratteristica geologica del nostro territorio, possono produrre anidride carbonica; mancanza di luce. Senza dire, poi, dell’impossibilità, in quei tempi, di realizzare detta opera per mancanza di tecnica e mezzi tecnici adeguati. E a che sarebbe servita questa opera tipo ponte sullo Stretto di Messina? Si deve concludere, perciò, che l’esistenza di un tal manufatto è solo parto di fantasia e d’ora in poi i lettori, che hanno avuto la pazienza di leggere questo mio intervento, sapranno come rispondere a chi, senza aver mai letto mezzo libro di storia locale ci viene a riferire questa storiella (come succede a me, purtroppo), magari con aria di chi solo lui era a conoscenza fino a quel momento, di chi ha letto una mezza dozzina di libri sulla storia locale, di chi ha verificato l’esistenza grazie a ricerche d’archivio e, possibilmente, sul campo”ha concluso Nicola Montepulciano. Facendo tesoro del contributo inviato dal nostro concittadino, il blog di VideoAndria.com proseguirà a raccogliere sia informazioni riguardanti i racconti popolari che immagini, anche esclusive di veri sotterranei riguardanti perlopiù l’area del borgo antico cittadino. Davanti ad analisi come quella qui sopra riportata, appare necessaria l’esigenza di garantire ai lettori le dovute precisazioni capaci di sottolineare costantemente distinzioni tra manufatti realmente esistenti (documentati con foto e/o video) ed aspetti fantasiosi che seppur affascinanti e degni di nota, non vanno assolutamente confusi con la ricerca tecnico-storico-scientifica di un territorio, quello di Andria, che custodisce ad ogni modo aspetti molto interessanti nell’ambito Storico, Culturale e geomorfologico. La ricerca continua.

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