Andria: San Sebastiano che “liberò la città dalla pandemia”, un pezzo di Storia del borgo antico che rischia di scomparire

C’è una raffigurazione tanto cara ai fedeli di un tempo e oggi vittima di trascuratezza e del degrado. Un’opera d’arte simbolo di riscatto di una comunità colpita da una pandemia:

No, in questo caso non stiamo parlando di Covid ma di peste. Come già menzionato alcuni giorni fa attraverso un filmato diffuso sul web, tale ricordo storico è rappresentato da un affresco risalente al XVIII secolo ed ubicato ancora oggi nel centro storico di Andria, seppur in condizioni discutibili. Realizzata su una delle pareti del 3° vicolo Casalino (non molto distante dalla tanto discussa stradina), l’opera raffigura la Madonna dei Miracoli con il Santo Patrono di Andria (San Riccardo) e San Sebastiano, al quale i fedeli attribuirono il miracolo della liberazione dalla peste. Nel borgo antico della città federiciana, sono almeno tre le immagini che ricordano la peste del 1656, quando Andria registrò circa 16.000 morti ed il flagello cessò il giorno della ricorrenza di San Sebastiano al quale gli andriesi si rivolsero con le loro preghiere. Raffigurato con la Madonna dei Miracoli e San Riccardo (Patrono della città), San Sebastiano è in un dipinto sulla parte superiore segna la curva della volta a botte:

Purtroppo, già dagli anni ’90 del secolo scorso, quest’opera risultava danneggiata dal tempo e dai vandali e oggi la situazione sembra persino peggiorata. Stando alle ricerche condotte dal nostro concittadino Nicola montepulciano, l’epidemia di peste ad Andria causò anche la morte di 47 sacerdoti e spinse il Duca a fuggire con la sua famiglia in “lockdown” a Castel del Monte. Stando a quanto individuato da Montepulciano nelle cronache dell’epoca, San Sebastino liberò Andria dalla peste “dietro un pubblico voto fatto al glorioso S. Sebastiano, e che perciò ne era stato eletto per Patrono meno Principale, mentre ne’ luoghi limitrofi la strage era nel suo maggior fermento – ha concluso Montepulciano (leggi qui l’approfondimento). Spiace notare come, invece, la comunità attuale non presti molta attenzione all’opera. A tal proposito, riportiamo nuovamente il video diffuso sul web con Michele De Lucia e Savino Montaruli:

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