“Generazioni del Tempo” – Cinquant’anni di vita intellettuale e civile, di Giuseppe Brescia

“Generazioni del Tempo”, sono i princìpi, i cominciamenti in ordine logico, mitopoietico, fisico, storico, estetico ed etico. Sia consentito un consuntivo breve del lavoro ermeneutico svolto, ossia dei principi in senso teoretico, etico, storico, economico ed epistemologico, che sorreggono la ricerca e cultura. In sintesi, il mio pensiero si svolge per alcune fasi essenziali. I. Il periodo filologico, delle note di bibliografia crociana e Croce inedito, sul ‘Testo e la fortuna della Poetica aristotelica’ e di La provincia e l’umanità. E’ il periodo ispirato al verum ipsum factum di elezione vichiana, come di Filologia e Filosofia, “geminae ortae”. II. Il periodo di studi e ricerche dei “modi categoriali”: sentimento-memoria-tempo. “Non fu sì forte il padre”: Letture e interpreti di Croce; Questioni dello storicismo. I-II; Tempo e Libertà; Sant’Agostino e l’ermeneutica del tempo, le interpretazioni del “vitale” nell’ultimo, ma non solo nell’ultimo Croce, ne costituiscono i nuclei.

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III. Periodo di studi e ricerche di scienza e filosofia della scienza ( periodo epistemologico ). Filosofia e scienza, natura e storia ne formano i temi centrali. Libri maturi e significativi sono: il Popper ( Epistemologia ed ermeneutica nel pensiero di Karl Popper, Schena, Fasano 1986 ); Ipotesi e problemi per una filosofia della natura e ‘Wegdenken’. Ricomposizioni su Nietzsche e Heidegger ( Adda, Bari 1987 e 1988); L’azione a distanza e i due volumi pascaliani ( Pascal e l’ermeneutica; Pascal. Scritti matematici, rispettivamente Fasano 1990, 1989 e 1991 ); con Storicismo e scienza, e altro.
IV. Il periodo ‘sistematico’. I. Antropologia come dialettica delle passioni e prospettiva ( in due tomi. 1. Dal mondo antico a Mozart. 2. Da Kant al postmoderno ). II. Epistemologia come logica dei modi categoriali. III. Cosmologia come sistema delle scienze di frontiera. IV. Teoria della Tetrade ( anni 1998-2002 ).

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V. Periodo degli studi su Utopia e distopia e il problema del male ( avente come turning point il “1994”); Orwell attualizzato; “1994”. Critica della ragione sofistica; le Ipotesi su Pico; Ethos e kratos; L’anima e l’Occidente – Filosofia del giusto; Carl Gustav Jung e la “enantiodromia”; Croce e l’ Anticristo che è in noi, con La fine della civiltà ( risalenti entrambi al 1946, e assiduamente rivisitati ).
VI. Periodo della ermeneutica “adulta”. Orwell e Huxley, Tolstoj e Dostoevskj; Thomas Mann: Il sogno di Castorp e il progetto di Pico; Joyce dopo Joyce; Tra Vico e Joyce. Quaternità e fiume del tempo; Eliot e Joyce; La profezia e l’ipotesi – con interne trasmigrazioni a scalare – ne definiscono i poli attrattivi.

VII. ‘Summa’. Codeste due ultime fasi s’intrecciano, confluendo come in una Summa: ne Il vivente originario ( saggio sulla filosofia di Schelling, i suoi temi e problemi, la sua attualità ); Tempo e Idee. ‘Sapienza dei secoli’ e reinterpretazioni ( entrambi con prefazione di Franco Bosio, Libertates Libri, Milano 2013 e 2015 ); I conti con il male. Ontologia e gnoseologia del male ( Laterza, Bari 2015 ); Ettore Tesorieri e Torquato Accetto; Le “guise della prudenza”. Vita e morte delle nazioni da Vico a noi ( tutti con Iconografia, ivi 2015 e 2017 ); ed Italo Calvino e Andria. Variazioni del senso del celeste ( Matarrese, Andria 2016 ).

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Mediazioni concettuali sono poste nelle indagini a proposito dei concetti di ‘dialettica’, ‘temporalità’ e ‘temporaneità’, ‘comico’ e ‘tragico’, ‘dialettica delle passioni’ e ‘prospettiva’; come nell’assioma “l’arte tanto intuisce quanto prospetta”, inoltramento dell’estetica crociana e post-crociana, alla luce della teoria del ‘momento culminante’, riaffermata dalla dottrina classica della ‘catarsi’ nel dramma alla universalità del linguaggio artistico, letterario, poetico, musicale, architettonico e figurativo.

Da codesti svolgimenti e incrementi metodologici, ho ricavato le seguenti proiezioni epistemiche: il finalismo intrinseco all’attività neurobiologica; la genesi, e conseguente strutturazione in ‘forme’, del rapporto corpo-mente nelle relazioni adulte e nella infantile; la lettura delle formule di indeterminazione di Heisenberg come ‘proprietà relzionali o disposizionali’, e del paradosso di Einstein Podolskj Rosen come cifra dell’ ‘accadimento’ o totalità delle situazioni sperimentali e degli apparati, e come tale assunto in chiave trascendentale di ipotesi pensata, non meramente oggettivistica né puramente ‘idealistica’ o arbitrariamente soggettivistica; l’allargamento della gamma congetturale in fisica ad otto ‘sottoinsiemi probabilistici’, per risolvere la disuguaglianza di Bell nelle ultime ipotesi di ‘simmetria’; il rafforzamento del modello simmetrico nella ‘biologia molecolare’ di Erwin Chargaff, mercé la legge dell’appaiamento delle basi tra adenina e guanina e citosina e timina, o nel postulato del ‘principio antropico’ e nelle applicazioni di ‘teoria dei frattali’; il ripensamento delle trasformazioni di Lorentz alla luce del valore ‘archimedico’ della simultaneità, e dunque della differenza tra velocità osservata e velocità del sistema di riferimento; la importanza delle ‘Età del mondo’ astronomiche e solari in sede di ermeneutica filosofica e poetica della modernità ( Baudelaire, Nietzsche, Heidegger, Sntillana, Calvino ) e non solo per la storia e filosofia del ‘mito’ antico; lo studio del calligramma estetico dal Pico ‘visivo’ dei sonetti giovanili alla struttura e poesia delle opere di Botticelli, Ariosto, Cervantes, Baudelaire, Joyce, Montale; l’archetipo della ‘quaternità’ nello statuto epistemologico e nelle estetiche o poetiche universali.

Ora, inediti sono i ‘cominciamenti’ in senso filosofico e teoretico: ‘In principio era il Logos’. Derivano da “Tempo Presente” di Angelo G. Sabatini, N. 420 (dicembre 2015, pp. 46-50 ), Nn. 421-424 ( gennaio-aprile 2016, pp. 10-16 ) La grammatica del Caos; e da “Filosofia e nuovi sentieri” di Paolo Calabrò e altri, Trascendentalità del Tempo e Autonomia dell’arte, tempo e senso del celeste dal barocco alla modernità: il posto dello Schopenhauer: direttori tutti che ringrazio per aver consentito la ripubblicazione unitaria dei saggi apparsi nelle rispettive riviste.

“Generazioni del Tempo” perciò accoglie organicamente saggi di filosofia e fisica teorica ( “Trascendentalità del Tempo”; “Modalità del Tempo” ); estetica ( sullo Schopenhauer cultore di prospettive estetiche ); per Max Ascoli ( su Tempo e religione ); la “generazione italiana” del tempo vissuto ( Ascoli, Zevi, Rgghianti, Bassani, Assunto, Montale ); rapporti letterari e testimoniali ( Bassani e Caretti ); innesti di “poesia e verità” ( per Anna Frank e i personaggi femminili delle montaliane Occasioni del 1939 ); incrementi di teoria estetica alla luce dell’assioma “L’arte tanto intuisce quanto prospetta” ( nella lettura contrastiva delle interpretazioni del gioco, presso Cezanne, Tailhardhat, Balthus ); sino all’intenso pluriprospettivismo delle estensioni dell’ “Opera Mondo” joyciana Finnegans Wake, a ottant’anni dalla macerata elaborazione ( 1939-2019 ).

Lettera dalla posterità del Joyce costituisce un saggio o percorso extra ordinem, tra il sogno di un bibliofilo, la bibliografia ragionata su Joyce e su Vico e Joyce, interpretzioni del Tempo e della teoria del momento culminante in arte. Ne è fulcro la rilettura del rapporto di Bassani a Caravaggio, perseguita in tutte le possibili direzioni, e, con essa o entro di essa, della incidenza del “tempo” nella critica d’arte e del cinema “arte figurativa”.
Corre – nel volumen – l’antinomia epistemologica tra lo ‘State contenti, umana gente, al quia’ ( i.e.: quia sunt, al fatto che le cose sono ) di padre Dante ( Trascendentalità del Tempo ) e la “Teoria del Tutto”, “Volevamo sapere tutto, volevamo imparare..” ( lettera fantasticata di James Joyce ). Ed è antinomia epistemica, cui risponde la “dialettica delle passioni” speranza-disperazione, nella tarda modernità.

“Generazioni del Tempo” sono, per ciò stesso, anche nel Fortleben ermeneutico del marxismo: dalla “generazione” del Revisionismo all’altezza della Seconda Internazionale ( Labriola, Croce, Kautsky, Bernstein ) all’altra “totalitaria” degli anni Trenta del secolo scorso ( espulsioni dal Pci di Leonetti Ravazzoli Tresso, poi Silone; con elaborazione del metodo “egemonico” da parte di Antonio Gramsci, nel carcere di turi da cui non si poté salvare ); e dalla applicazione sistematica del metodo gramsciano ( Togliatti 1946 sino alla cosiddetta “prima Repubblica” italiana ) alla “resilienza” liberale avverso il medesimo e invasivo progetto di occupazione della cultura e della res publica ( dal Sessantotto a oggi ); per finire con le “stagioni” della somma di due o più opposti errori, che hanno tradito le “guise della prudenza” e avviato il “declino delle nazioni”, attualmente operante in maniera affine a una forma di “enantio-dromìa” ( per stare ai termini ripensati della junghiana “lotta dei contrarii sul precipizio” ). Ed è questo il senso più “urgente”, e “contemporaneo”, con l’intiero volume di cui fa parte, del saggio Guise del tempo e della libertà. Marx “possibile” e libertà “indivisibile”. Grazie ai miei amici e corrispondenti, all’editore e ai quasi “venticinque lettori”, di classica e manzoniana elezione.

Giuseppe Brescia – Libera Università “G.B. Vico” di Andria