“Il problema non è il maltempo ma i disboscamenti e l’abuso di suolo” – il senatore Quarto (M5S) spinge per un potenziamento del piano contro il dissesto idrogeologico

Si torna a parlare di danni causati dall’ondata di maltempo ma con analisi logiche su quella che è l’attuale situazione idrogeologica del nostro territorio. Dopo un articolo diffuso dall’ambientalista andriese Nicola Montepulciano (link qui) – il quale ci ha aiutato a capire come il problema delle alluvioni con conseguenti allagamenti sia legato sopratutto all’abuso di suolo causato da eccessive ed invadenti attività umane, fa piacere constatare che anche dal Parlamento italiano un nostro autorevole conterraneo abbia affrontato la questione. Parliamo del senatore barlettano prof. Ruggiero Quarto (Movimento 5 Stelle), autore di un comunicato stampa cui contenuto riportiamo qui sotto:

“Carissimi,
ci dicono che in questi giorni l’Italia viene devastata dal maltempo, che causa distruzione, morti e feriti. Ebbene non è così! Non è il maltempo a causare la catastrofe, che mi rattrista profondamente.
Il disastro deriva da una sconsiderata gestione di un territorio di per sé geologicamente fragile: insufficiente conoscenza delle sue caratteristiche idrogeologiche; uso/abuso di suolo; occupazione edilizia di golene e alvei fluviali, litorali, versanti instabili; infrastrutture inadeguate e impattanti; abbandono dell’ambiente montano; disboscamenti. Occorre un forte impulso, con cospicui finanziamenti, per mitigare i rischi naturali. Il lodevole piano contro il dissesto idrogeologico approvato nel febbraio 2019 va potenziato e realizzato, così come occorre implementare e rendere strutturale il progetto GARG (Cartografia Geologica), riattivato, anche se al minimo, nell’ultima legge di bilancio, dopo una inspiegabile stasi di 20 anni. Solo una giusta conoscenza può permetterci un’adeguata protezione. Mai, come in tal caso, si può davvero dire che la “Conoscenza” può salvarci la “Vita”. In questi giorni si sta discutendo in senato l’atto n.572:

<<Proposta di “Linee guida per la definizione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)”>>. È questa una straordinaria, unica, occasione per mettere in campo interventi strutturali per la sicurezza del territorio e per la salvaguardia dei manufatti e della vita della comunità italiana, tramite il Recovery Fund di ben 209 miliardi di euro.
Convinto di ciò, in Commissione, a tal riguardo, ho ufficialmente prodotto le seguenti osservazioni:   <<Si osserva che per il PNRR debba essere contemplata la necessità di un piano straordinario pluriennale per la sicurezza del territorio per ciò che concerne i rischi naturali, implementando e ricalibrando gli interventi in atto.
In particolare occorrerebbe:
a) una dettagliata conoscenza digitalizzata del territorio, utile per ogni intervento razionale su di esso, con particolare riguardo alle caratteristiche geologico-strutturali, idrogeologiche, geofisiche e sismogenetiche del sottosuolo, anche in ambito marino, date le caratteristiche fisiografiche dell’Italia;
b) la messa in sicurezza del patrimonio edilizio italiano, pubblico e privato, e di tutte le infrastrutture civili, in prospettiva sismica;
c) la realizzazione delle opere di difesa dal dissesto idrogeologico, sempre più incipiente, a causa della trascuratezza e cattivo uso/abuso del territorio, dell’abbandono delle aree montane e dei sempre più frequenti e intensi fenomeni meteo-climatici causati dal cambiamento climatico in atto.
Tale necessità deriva dall’elevato rischio sismico ed idrogeologico nazionale, dovuto alla eccezionale fragilità e pericolosità fisica del nostro territorio, alla grande vulnerabilità del costruito e alla notevole presenza umana. Inoltre, nell’A.S. n.572 e nelle linee guida europee per la Recovery and Resilience Facility, ben si sottolinea la necessità di rafforzare la sicurezza e la resilienza del Paese a fronte di calamità naturali, anche per garantire la sostenibilità della finanza pubblica che ad ogni grave evento naturale deve impegnare impreviste ingenti risorse economiche (ogni grande terremoto, che statisticamente si verifica circa ogni cinque anni, costa 10-20 miliardi di euro). L’effetto moltiplicatore di tale investimento è notevole.>> Se non si interviene decisamente ora, le nostre lacrime per le continue “catastrofi naturali” assomiglieranno a quelle dei coccodrilli” – ha concluso Quarto.

Ricordiamo inoltre che è possibile seguire tutti gli aggiornamenti di VideoAndria.com cliccando “Mi Piace” sulla Pagina Facebook.com/videoandriawebtv. Scrivendo un messaggio al numero Whatsapp è possibile inviare segnalazioni, video e foto per la pubblicazione. Inoltre, è possibile iscriversi al gruppo Whatsapp cliccando qui, oppure iscriversi al gruppo Telegram cliccando qui o anche iscriversi al gruppo Facebook cliccando qui. Per l’inserimento di materiale, informazioni, comunicati, richieste di rettifiche e chiarimenti, è possibile anche scriverci via email all’indirizzo redazione@videoandria.com).