Italo Calvino e Andria: Variazioni del senso del celeste. ‘Lectio Magistralis’ di Giuseppe Brescia


Al Prof. Cosimo Damiano Fonseca – Accademia dei Lincei; Al Prof. Pasquale Corsi – Società di Storia Patria per la Puglia; Prof. Giuseppe (‘Bepi’) Poli; Prof. Hervé Cavallera – UniSalento; Prof. Giancarlo Vallone – UniSalento; Prof. Paolo D’Angelo – UniTre di Roma; Prof. Pier Paolo Ottonello – “Rivista Rosminiana”; Prof. Victor Rivera Magos; Prof. Antonio Zingarelli; Maria Pia Scaltrito; Beatrice Andriano Cestari; Cosimo Ceccuti – “Nuova Antologia” e “Fondazione Spadolini” di Firenze; Salvatore Cingari – Università di Perugia; Istituto Treccani di Roma; Prof. Dino Cofrancesco – Università di Genova e “Libertates”; “Bibliodiocesi” di Andria; Prof. Pasquale Porro; Prof. Dario Antiseri; Prof. Franco Bosio; “Filosofia e Nuovi Sentieri” di Paolo Calabrò e altri; Istituto Italiano per gli Studi Storici di Marta Herling; Licei e Istituti di Istruzione primaria e secondaria di Andria; Comune di Andria; “La Gazzetta del Mezzogiorno”; “Avvenire”; “videoandria.com”; “traninews”; “Proloco” di Andria; “La Repubblica” – “La Nuova Ferrara”

 

Il giorno 21 febbraio 2018, alle ore 17.00, nella Sala “Dante” del 1° Circolo Didattico “Guglielmo Oberdan” di Andria, è prevista una Lectio Magistralis, tenuta dal Prof. Giuseppe Brescia, sul tema “Italo Calvino e Andria. Variazioni del senso del celeste”. Aspetti e motivi della lezione sono: la dimensione della Utopia come “critica” e come “progetto”, incentrata nella interpretazione delle “Città Invisibili” 1972 di Italo Calvino e inquadrati nella più larga prospettiva della distinzione tra la “Utopia degli antichi” ( Platone, Tommaso Moro, Campanella e la ‘città ideale’ del Rinascimento di Filarete, Alberti e altri ) e la “Distopia dei moderni” ( Orwell, Huxley, Zamiatin, Morselli e altri ).

Spartiacque tra le due visioni può assumersi il giacobinismo, poi detto costruttivismo, con la pretesa non di costruire soltanto ma di imporre la ‘società perfetta’. In codesto quadro, “Andria” risulta insieme città “ideale” e “storica”. Calvino conosce Andria, per averla citata nei “Castelli d’italia” ( Milano, Touring Club, del 1965 ), dove Castel del Monte è illustrato alla figura n. XIII come “appartenente ad Andria ( a 18 km. a Est )”, Sezione accompagnata da un saggio robusto dello scrittore ed epistemologo contemporaneo a commento. Inoltre, le quattro costellazioni citate da Calvino a protezione di “Andria”, Antares – Alpheratz – Capella e le Cefeidi, sono altrettanto ben reali, corrispondenti all’equinozio di Primavera del 1229, data della autoincoronoazione di Federico II come Re di Gerusalemme, ma anche del 1230, data della nomina di “Andria Fidelis”, definizione incisa sulla Porta di Sant’Andrea, e della erezione del Convento Francescano.

 

Lo provano le recenti ricerche di archeoastronomia, con l’ausilio del computer dotato di un software raffinato. Da queste prospezioni si libera la critica calviniana dell’ “inferno dei viventi”, il “male nella storia”, con la esaltazione della virtù della “prudenza”, eletta a prerogativa degli “andriesi”. E si libera il rapporto io-mondo, volizione-accadimento, singolarità e totalità degli eventi, che risale fino a Pascal ed al celebre fr. 531 dei suoi “Pensieri”. Ampliando ancora l’orizzonte, si può caratterizzare il “senso del celeste” ( ‘conoscenza e influssi’ per gli antichi: es. “Tirannia degli astri” e dottrine di Abumasar e Pellegrino Prisciani per il Palazzo Schifanoia di Ferrara, cui si oppose Pico della Mirandola con la “Purezza cristiana” ) per un verso; e ‘comunicazione e risorsa’ nei moderni ( ad es., Pierre Bezuchov in “Guerra e Pace” di Tolstoj, pregiato da Italo Calvino, o il senso dell’infinito in Arthur Koestler, autore di “Assetati di infinito” oltre che della Autobiografia e di “Buio a Mezzogiorno”).

Leopardi è al “crocevia” delle due visioni del ‘celeste’, con i saggi sulla astronomia e la sapienza pololare degli antichi da una parte; e l’incantamento del cielo nella produzione lirica ). Proust grandeggia per la interpretazione della padovana Cappella degli Scrovegni e la profonda lettura del volo degli angioli e della volta celeste nel “Compianto di Cristo”. La teoria fisica e l’astronomia moderna e contemporanea si impongono per la dimensione del tempo o le ricerche sui buchi neri fino alle ipotesi di Kip Thorme e Stephen Hawking. Saint Exupery si rilegge sempre, per il “Piccolo Principe” e la percezione stellare ( come in Robin Williams e David Bowie. Dante rimane risorsa “celestiale” per gli esuli, ancora. La Lezione vale come Assemblea dei soci della Società di Storia Patria per la Puglia – Libera Università ‘G.B.Vico’ di Andria. Ai partecipanti si rilascia attestato.